In questa condizione si crea lo schema mentale per cui il negozio viene percepito come colui che ripara, aggiusta e rassicura, non quello che vende prodotti di qualità, e, siccome il nostro cervello è pigro, questa narrazione si consolida cristallizzando il negozio – quello serio, quello capace – in una sorta di “porto sicuro” mentale, l’unico luogo in cui ci si sente tutelati e finalmente ascoltati.
Paradossalmente, quindi, il negozio che vende qualità viene ricordato non tanto per ciò che propone, ma per ciò che sistema.
Una distorsione percettiva da associazione, frutto di un’esperienza negativa precedente, che nel tempo altera completamente il modo in cui valutiamo i brand e il loro reale valore.